Gufo comune, rapace notturno considerato portatore di sfortuna!

Il gufo comune, l’asio otus (ordine degli strigiformi),è un animale notturno e schivo per natura. Proprio per questo motivo viene considerato da molti popoli, compreso quello italiano, un uccello del malagurio. Non a caso quando si dice a qualcuno che ci sta portando sfortuna, usiamo il termine “gufare“. In Europa è piuttosto comune, così come nel Nordamerica e in Asia. Lo si può vedere di notte nei boschi oppure nelle foreste di conifere. In inverno tollera anche la vicinanza dell’uomo e dorme su alberi in prossimità delle case, come nei giardini urbani e suburbani.

Solitamente vive in buchi negli alberi mimetizzandosi grazie alle piume, qui passa la giornata a dormire per svegliarsi poi durante la notte. Ha una vista molto acuta ed è un abile predatore anche grazie alla sua natura silenziosa, si nutre specialmente di topi, piccoli serpenti e uccellini piccoli. Può nutrirsi anche di ragni, lucertole, insetti e farfalle notturne.

Il gufo nella cultura

Protagonista o comunque personaggio importante di molte fiabe, può rappresentare ora l’uccello schivo che incute timore a chi passa vicino a lui la notte, così come il saggio che offre sempre buoni consigli. Alcune volte sono visti come vere e proprie creature maligne.

Troviamo il gufo in diverse fiabe e i bambini hanno imparato a conoscere questo animale grazie a film d’animazione come La spada nella roccia, Bambi, Red e Toby, Anacleto rtc. Come dimenticare poi il gufo postino di Harry Potter?

Una leggenda spagnola lo vede come l’animale che ha assistito alla crocifissione di Gesù. Questo per il suo verso “cruz” (croce).

Com’è fatto il gufo?

Il gufo va dai 30 ai 40 centimetri di altezza. L’apertura alare arriva a 80-100 centimetri. Una sua caratteristica è quella di poter ruotare la testa di 270°, cosa che incute molto timore. Non riesce invece a muovere gli occhi, che sono fluorescenti. Le sue orecchie sono coperte da ciuffi di piume, ma questo animale comunque ci sente benissimo. E’ un senso per lui indispensabile durante la caccia.

Durante i mesi più freddi, i gufi comuni si riuniscono in una specie di dormitorio, si possono notare proprio qui, sugli alberi di conifere anche nell’ordine di una decina. Per tutto il giorno restano appollaiati vicini, la sera vanno a caccia. Con l’arrivo della primavera invece, si allontanano per accoppiarsi. Quando torna l’inverno, solitamente tornano nello stesso dormitorio. Socializzano e stanno vicini a chi può offrire loro protezione, garantendola però a loro volta.

Alcuni migrano in inverno verso il sud, in direzione della Messico, dell’India e dell’Egitto. Tornano poi nel loro territorio con l’inizio della primavera.

Nidificazione

Il gufo comune fa il proprio nido tra marzo e maggio. E’ il periodo durante il quale riesce a trovare molto cibo. Se la caccia va particolarmente bene, arriva a due covate. In media la femmina depone tra le 4 e le 5 uova, ma può arrivare anche a 10. Depone le uova nel nido di un’altra specie (come la cornacchia) o di uno scoiattolo. Altrimenti lo fa sotto un albero o un arbusto, direttamente sul suolo. Le cova per un mese lunare e la femmina viene nutrita dal maschio per tutto questo periodo. Dopo circa 21/28 giorni i gufetti lasciano il nido.

Differenze tra maschio e femmina

Il gufo comune maschio e quello femmina, sono praticamente identici. La parte superiore del corpo è marrone con delle sfumature più chiare oppure sul nero. La parte inferiore è bianco sporco con sfumature marroni. Il becco è marrone e gli occhi arancioni, quest’ultimi contornati da grandi sopraccigli bianco sporco, che arrivano fino al becco e si trasformano infatti in baffi. Le ali sono piuttosto strette e le zampe coperte da una peluria bianca.

Simbologia del gufo

Per i greci e i romani era un simbolo negativo, animale che porta sfortuna. Un pendaglio a forma di gufo però, veniva considerato capace di allontanare le maledizioni. Veniva associato alla dea Athena e in questo caso diventava l’animale saggio. Ypnos, il dio del sonno degli antichi greci, la notte prendeva le sembianze di una civetta e sventolando le sue ali faceva addormentare gli uomini.

Secondo i persiani è un messaggero della morte. In India è visto più come protettore delle anime ed è compagno del signore dei morti, Yama.

Le sue piume per alcuni popoli dell’America difendono dagli spiriti negativi, in India se posizionate sotto il cuscino, favoriscono i sogni premonitori e la capacità di capirli.

Significato di animale benevolo lo assume per i siberiani e gli Indiani d’America. Simbolo di saggezza e astuzia. Ritengono che questo animale li guidi nella caccia e doni loro la capacità di vedere al buio e poter abbandonare il corpo con lo spirito per muoversi liberamente. Non solo, gli Indiani d’America lo ritengono il custode della saggezza. C’è da dire che alcune tribù degli Indiani d’America lo vedono come simbolo di morte, cosa che accade anche tra i polacchi. In Africa lo ritengono un mago che pratica la magia nera. Per scozzesi è importante il suo carattere malinconico. In Cina ritengono che protegge le abitazioni, mentre in Asia Settentrionale è considerato un protettore.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *