Colibrì, tutto ciò che devi sapere sull’uccello ronzante!

Sotto il nome colibrì (trochilidi) sono racchiuse ben 342 specie. Si tratta di un hummingbirds, termine inglese usato per indicare la loro natura di “uccello ronzante”. Grazie al loro piumaggio brillante, il loro nutrirsi di nettare come alcuni insetti e la straordinaria capacità di restare praticamente immobili a mezz’aria grazie al loro battito alare rapidissimo, risultano essere tra gli uccelli più affascinanti per l’uomo. Pensate che alcuni sono più piccoli anche di farfalle e falene!

I colibrì si trovano nel Nord e nel Sud America. La maggior parte di loro vive nella zona tropicale e subtropicale, soprattutto nella foresta amazzonica. Alcuni di loro vivono in climi temperati. Sono stati avvistati alcuni a 5700 metri di altitudine, sulle Ande. I trochilidi comunque si trovano soprattutto in Colombia e Ecuador.

Il colibrì più piccolo, la Mellisuga Helenae (Colibrì di Elena), è considerato il più piccolo uccello del mondo. Il maschio pesa meno di 2 grammi, mentre la femmina circa 2,6 grammi.

Il colibrì più grande è il patagona gigas, conosciuto come colibrì gigante per il suo peso di circa 20 grammi e una lunghezza di 21,5 centimetri.

Il colibrì in volo

Le zampe del colibrì sono molto corte e non sono adatte a camminare. Questo uccello passa infatti il suo tempo in volo. Le ali lunghe e strette, hanno una capacità di battito straordinaria, fino a 80 battiti al secondo per le specie più piccole, 15 per quelle più grandi. Riescono anche a volare all’indietro, una cosa assolutamente straordinaria tra tutti gli altri uccelli. La loro struttura muscolare e scheletrica permette di muovere le ali in ogni direzione e di restare completamente fermi in volo ed è proprio in questo modo che si nutrono di nettare. Quando scendono in picchiata possono arrivare a 96 km orari. Pensate che alcune specie di colibrì durante l’accoppiamento, battono le ali 200 volte al secondo.

I colibrì possiedono un metabolismo velocissimo, 30 volte più alto di quello umano ed un cuore (in proporzione) più grande di 5 volte. Quando si trovano però in una condizione di scarsità di cibo o mentre dormono, riescono a cadere in un torpore metabolico che permette loro di risparmiare energia. La loro temperatura corporea passa da 40°C in attività a 10°C nello stato di torpore.

Tanto belli quanto aggressivi

Con il loro piumaggio brillante, caratteristica propria specialmente del colibrì maschio, riesce a trarre in inganno. Le lamelle cornee trasparenti nelle piume offrono una colorazione cangiante che cambia in base al punto in cui si osserva l’animale. Sono per loro un’importante arma di difesa, perché riescono a prendere i colori dei fiori e nascondersi così dai loro predatori. I più temibili sono senza dubbio i serpenti.

Si tratta di una specie molto aggressiva, difendono il loro territorio con molta energia specialmente dagli altri colibrì. Vogliono proteggere le loro fonti di nutrimento (spesso scarse), soprattutto quando si trovano nel periodo riproduttivo. La femmina protegge il nido, il maschio il territorio. Per farlo si posiziona su un ramo alto e vigila che non entrino intrusi. Quando accade, lancia un segnale acuto e se il nemico non va via, allora attacca energeticamente in picchiata. Iniziano una battaglia in modo da stabilire chi ha la predominanza.

Si nutrono principalmente di nettare, il loro becco infatti ha forme diverse da specie a specie, perché è adattato alla struttura del fiore. Estraggono la loro lingua biforcuta per ricavare il nettare. Anche se in piccole dosi, ogni tanto mangiano anche di insetti catturati in volo.

Pensate che un colibrì riesce a consumare fino a 180 pasti al giorno, quando non lo fa, trascorre la maggioranza del suo tempo in una posizione di riposo. Il motivo per cui mangiano spesso è che hanno un metabolismo velocissimo.

L’importanza del colibrì nell’ecosistema

Il colibrì vive nelle zone tropicali. Qui si nutre e procrea. Questo animale però è importantissimo anche per l’ecosistema delle foreste tropicali. Ci pensate che grazie a lui moltissimi vegetali hanno la possibilità di esistere?

Il colibrì quando si nutre del nettare di un fiore, intinge il suo becco, il quale resta intriso di polline. Quando si sposta, lo lascia cadere sul terreno portando all’impollinazione di quelle specie vegetali che altrimenti non potrebbero “spostarsi” e perciò smetterebbero di nascere. Pianta e uccello traggono così vantaggio l’uno dall’altro.

Differenze tra maschi e femmine

Ogni specie animale (o quasi) mostra delle differenze tra maschi e femmine. Il bellissimo colibrì non fa eccezione. Il maschio risulta essere molto più piccolo della femmina della stessa specie, e di un peso inferiore. Possiede però dei colori molto vivaci, specialmente sulla gola e la testa. Una colorazione che va ad accentuarsi con l’avvicinarsi della maturità, durante la fase giovanile invece, sono più simili alle femmine.

Ognuno gioca il proprio ruolo nella fase di accoppiamento. La femmina deve costruire il nido utilizzando muschi, peli di animale, licheni e fili d’erba (bel saldati tra di loro grazie a fili di ragnatela raccolti) mentre il maschio l’attira con le sue acrobazie in volo.

Una volta accoppiati, la femmina depone in media due uova, con un periodo di cova tra i 10 e i 13 giorni. Per i primi 80 giorni non sono autonomi. La madre si occupa del loro sostenimento.

Le incredibili migrazioni

Non dimenticatevi che si tratta pur sempre di uccelli migratori e ogni anno effettuano delle traversate ammirevoli. Alcune specie si muovano da una parte all’altra del continente americano. Il colibrì gola rubino parte dal Canada e arriva in Messico. Per riuscirci immagazzina molto grasso, quasi pari al suo peso. Il percorso di ritorno, verso le zone di riproduzione, viene fatto prima dal maschio che attende l’arrivo della femmina stabilendo il suo territorio.

La femmina per potersi nutrire deve poi concedersi al maschio. Ecco che quest’ultimo ha una maggior possibilità di accoppiarsi rispetto a quello che non è riuscito a prendersi un territorio.

Il maschio conquista la femmina con il canto. Ha imparato tantissime vocalizzazioni ed è una dote posseduta da pochissimi animali. Se la femmina è disponibile risponde al canto. E’ in genere una razza poligama, quindi il maschio può avere più di una compagna nello stesso periodo.

Il rischio di estinzione

Il colibrì è stato seriamente a rischio di estinguersi a causa di alcune mode europee, le quali purtroppo non sono terminate, ma hanno semplicemente spostato l’attenzione verso altre creature.

I colibrì, venivano uccisi in Sud America e spediti poi in Europa. Il motivo è da ricondurre alle esigenze, bizzarre e inutili, di chi voleva nella propria casa questi uccellini come decorazione, chi come ornamento sui cappellini. In un solo anno un londinese importò oltre 400.000 pelli di colibrì. Un massacro che si è poi interrotto, impedendo che questa bellissima specie scomparisse per sempre. Purtroppo l’uomo sta disboscando la foresta amazzonica, togliendo l’habitat naturale al colibrì e tantissimi altri animali, questo è di nuovo una minaccia verso la sua esistenza.

Simbologia del colibrì

Per concludere, ecco alcune informazioni sulla simbologia del colibrì. Sapevate che questo piccolo uccello era considerato dai nativi americani come la reincarnazione dei loro guerrieri? Non solo, rappresentava anche il dio Sole in terra. La sua simbologia comunque cambia molto in base alla cultura. Simboleggia l’istinto di combattere per i propri ideali, spesso restando nascosti fino a quando non arriva il momento di entrare in azione. Rappresenta la forza, la resistenza e la perseveranza.

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