Patella, possiede il bio-materiale più duro al mondo!

La patella è un mollusco gasteropode piuttosto comune qui da noi in Italia e più in generale in tutto il Mar Mediterraneo. Quella più diffusa è la patella caerulea. C’è anche la ferruginea, ma è a rischio di estinzione. La patella intermedia invece, è diffusa solo sulla costa spagnola del Mediterraneo. Questo mollusco è diffuso anche nel Mar Nero e l’Oceano Atlantico.

Molte persone non le considerano neanche esseri viventi tanto sono sedentarie. Vediamo le patelle attaccate alle rocce del mare, praticamente immobili e quasi perfettamente mimetizzate. Questi molluschi infatti hanno una conchiglia conica e molto sottile, dalla forma ovale. Si adatta perfettamente alla superficie alla quale aderisce.

All’interno il corpo, un sacco voluminoso con un piede grazie al quale aderisce alla superficie (oltre ad una sostanza viscosa che viene secreta). Grazie a lui in realtà tale mollusco riesce a vivere a lungo anche fuori dall’acqua, perché trattiene grandi quantità d’acqua che impediscono la disidratazione.

Anche se molte persone non la considerano neanche vive, sappiate che respira (possiede delle pseudobranchie attorno al piede), mangia (grazie alla radula, la bocca che gratta via le alghe di cui si nutre dalle rocce) e “vede“, usando il suo occhio che altro non è che l’unione di varie cellule sensoriali immerse in una sostanza gelatinosa.

 Possiedono il bio-materiale più duro!

Si, le patelle possiedono il materiale biologico più duro in natura. A dimostrarlo uno studio pubblicato dai ricercatori dell’Università di Portsmouth sul Royal Society Journal Interface, I minuscoli denti delle patelle hanno una resistenza superiore anche a vari materiali prodotti dagli uomini. Spodestata così la tela dei ragni!

I denti della patella sono un composto di minerali e proteine posizionati sopra una lingua che i molluschi usano per grattar via dalle rocce le alghe. Non solo, la usano anche per scavare i solchi dove aderire. Sopportano una pressione di 5 GPA, all’incirca la stessa pressione che occorre perché il carbonio si trasformi in diamante.

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